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Martedì 14 con noi a 'Guida alla Lettura' lo scrittore Mauro Liggi. Conduce Giuseppina Carta.

Aggiornamento: 19 mag


Alla terra i miei occhi di Mauro Liggi (Interno Libri) è una silloge piena di presenza, vissuto, paesaggio, pregna di versi molto intensi, quelli sul padre e sulla madre, o l’ultima poesia, che dà il titolo alla silloge, nel volersi fare albero dell’inquietudine. Inquietudine e pietà, temi sempre presenti. «Scalzo sul litorale/il vento delle tue promesse/è un fastidio tra le rocce», straordinariamente musicale. «L’amore è guerra»: dove si manifesta la necessità di una tregua, perciò risulta probabilmente più rassicurante l’amicizia. Sempre presente il mare – come potrebbe essere altrimenti? – e questa terra che ci accoglie di cui tra tutte le sofferenze campeggia l’innocenza, il ricordo, l’infanzia.

Dalla prefazione di Anna Segre: «Leggendo Liggi si sente il premito incontenibile del voler dire, la ricerca di parole sulla polpa degli affetti e contemporaneamente una tensione al tacere, un rispetto quasi religioso davanti ai due misteri: Eros e Tanathos. Liggi è messaggero quasi suo malgrado dell’enormità che s’impone nella sua vita, ce la testimonia condividendo stupore e paura».



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